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sabato 25 agosto 2012

Al cinema "Travolti dalla cicogna"

Sono incappata in questo film aspettandomi una delle solite commedie leggere che parlano della maternità ed invece ho scoperto un piccolo capolavoro-ritratto della genitorialità.
Quando un figlio voluto ti svuota e mette in discussione tutte le certezze e i capisaldi della tua vita.
Una protagonista impersonata da Louise Bourgoin (m'informerò su altre sue performance tra cui famosa l'apparizione come protagonista in Adèle e l'enigma del faraone) in cui praticamente tutte possiamo riconoscersi.
Si ride, ci si immedesima e anche un po' si riflette... in quel giusto mix di dolce e salato che amo trovare nei libri (la trama deriva da un romanzo di Eliette Abécassis) e nei film.
Una maternità che dimostra anche il rovescio della medaglia oltre le notti insonni ed il fisico che non sarà più quello di prima.
Vi lascio con il trailer e con un paio di passi che mi hanno colpito.

Oramai la mia vita non mi apparteneva più; ero solo un'abisso, un vuoto, un nulla... oramai ero madre!
Per lei avevo messo tutto in discussione, lei aveva sconvolto la mia vita.
Mi aveva messo alla prova duramente, mi aveva fatto superare tutti i miei limiti.
Mi aveva fatto confrontare con l'assoluto, dell'amore, del sacrificio, della tenerezza, dell'abbandono.
Mi aveva smembrata, mi aveva trasformata
 Perché allatto? Perché sono un mammifero!
Il mio seno era diventato un luogo di passaggio: cucito, scucito e ricucito, ma mai veramente cicatrizzato.

venerdì 25 maggio 2012

"17 ragazze" di Delphine e Muriel Coulin

 

Un film che mi ha disturbato ma anche quando -anzi probabilmente solo quando- si disapprova e non si comprende c'è crescita personale.
Un film con una bellissima fotografia e con degli scenari potentemente evocativi della solitudine materiale e morale delle protagoniste.
Mi hanno particolarmente colpito i primissimi piani delle unghie malamente smaltate con colori fluo che si stagliavano sui tristanzuoli camicioni premaman.
Ma più di tutto mi ha segnato il tema del film.
Una ragazza 16enne rimane incinta, casualmente anche una seconda è vittima di una non attenta precauzione ed iniziano a fantasticare...
Quanto cambierà la vita dopo il parto?
La loro indipendenza le renderà libere dalle costrizioni di genitori e società?
Cresceranno un figlio non come sono state cresciute ma all'insegna della parità e del rispetto!
Ed è così che in un circolo imitativo demenziale e vizioso si ritrovano incinta in 17 ragazze.
Qualcuna è così disperata che per concepire paga un ragazzo!!!
Le figure genitoriali sono pressochè assenti o si concretizzano in rifiuto e mazzate o in un'apatia menefreghista.
Gli uomini sono solo dei tori da monta e non vengono interpellati né quasi informati della gravidanza.
La scuola, che si ritrova con un boom di richieste di test di gravidanza e fai i conti con la loro positività, si interroga "sarà colpa nostra? sarà colpa della società? sarà colpa delle famiglie?" e poi... e poi assolutamente nulla!
Le ragazze mentre sono in stato interessante bevono, fumano, si drogano e guidano pericolosamente.
Un comportamento riprovevole a prescindere e decisamente lesivo della salute dei loro bimbi che tanto già dicono di amare.
Delineano il loro futuro non come emarginazione e abbandono precoce degli studi: vogliono creare una comune dove crescere i loro figli autonomamente e secondo le loro regole... inutile dire che questo sogno idealista e kibbutziano naufragherà!
La cosa sconcertante è che è un fatto realmente accaduto negli Usa dove il tasso di prolificità delle teen-ager è sensibilmente alto.
Programmi TV come 16 and pregnant e Teen mom non sono ambientati negli Stati Uniti per puro caso.
Non voglio passare per moralista, sia ben chiaro!
Mia madre mi ha avuto a 21 anni mentre era ancora studente e senza aver ancora sposato mio padre; mia cugina è stata concepita quando mia zia aveva 17 anni e non c'è stato verso di farla accasare... tutte gravidanze non cercate, non volute -se vogliamo dirlo- ma accettate.
Alla base però c'era una consapevolezza di cambiamento e di responsabilità non indifferente... con l'ovvio supporto della famiglia siamo diventati degli adulti responsabili, sebbene spesso le mie farneticazioni tradiscono una qualche turbe psichica.
Come può la libertà sulla propria vita e sul proprio corpo trovare realizzamento con una gravidanza a 16 anni???
Come può una personalità ancora in divenire trovare il proprio equilibrio durante un atto, tuttosommato, traumatico e frastornante come la gravidanza, il parto e il puerperio???
Sono domande che ci si deve porre in una società dove i reparti di ostetricia sono popolati per la maggior parte da 35enni primipare, giovani poco attente alla contraccezione ed extracomunitarie.
In Italia l'1,47% del totale delle madri ha meno di 20 anni (dati riferiti al Rapporto Cedap 2009).
Lo 0,02% ha un'età compresa tra 12 e 14 anni... è un dato che mi ha sconvolto 2 ogni 10.000 cioè 111 all'anno cioè circa una ogni 3 giorni.
Ragazzi non scherziamo: un paio di volte a settimana, in Italia, partorisce una ragazzina di 14 anni???
Solo io sono turbata???


 

immagini tratte da http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2012/03/17-ragazze

sabato 16 luglio 2011

Harry Potter e i done della morte Parte 2

Ieri sera libera uscita per mamma e papà (AKA Mammasuperabile e Martio(zzo))!
Paninozzo zozzo hamburgher e patatine e cinemino.
Sempre stata patita di Harry, più dell'Harry letterario che cinematografico, però.
Nel complesso il filmetto mi è piaciuto anche se un piccolo passaggio della "resurrezione" del mago è stato ridotto per motivi di tempo in una sconclusionata ambientatazione in una stazione dei treni bianca ed eterea!
Commentare la giornata, mangiare qualcosa e guardare un film teneramente per mano ci ha proprio ricaricati!
Peccato che al nostro ritorno la NonnaTitti ha riferito di aver dovuto esorcizzare il nano per farlo addormentare e che è crollato solamente alle 22.00 tra pianti e singhiozzi mentre noi ignari di tutto gurdavamo Ron che limonava duro con Hermione!

sabato 5 marzo 2011

Il discorso del Re.

Ieri sera la Mammasuperabile è fuggita con l'amica di sempre (e futura santola del Bagigio) in uno di quei mastodontici multisala a vedere l'acclamato "Discorso del Re".
Colin Firth fa sempre la sua porca figura come uomo (anche se ormai non è più prestante come ai tempi di "Orgoglio e Pregiudizio") e come attore, infatti l'oscar per miglior attore protagonista se l'è beccato lui! (saprete tutti che le statuette aggiudicate al film sono in totale quattro, miglior film, miglio regia e miglior sceneggiatura originale).
Suo anche il Golden Globe, il Bafta, lo Screen Actor Guild Award, il New York Film Critics Circle Award, il Los Angeles Film Critics Association, il London Film Critics Circle Award, il Chicago Film Critics Circle Award, il Brodcast Film Critic Association Award, l'Austin Film Critics Association solo per questo film... insommma 'na vagonata de robba!
Si accettano donazioni per comprare un mobiletto porta-premi al bel Darcy, offerta che gli recapiteremo comodamente qui in patria (è sposato con una produttrice italiana, parla correntemente la nostra lingua e si trova spesso a passare da qui).
Geoffrey Rush (che meritava il premio per miglior attore non portagonista... ma lui un'Academy Award per attore protagonista c'è l'ha già per Shine e di nomination ne aveva già collezionate altre due) dà un'interpretazione stupenda di Lionel Logue, logopedista dai metodi non convenzionali per l'epoca.
Menzione d'onore per Helena Bonham Carter che, per una volta smessi i panni cadaverici che la contraddistinguono solitamente (vedi i film di suo marito Tim Butron o la saga di Harry Potter), si cala nella parte della spassosissima Elisabetta, futura regina madre.
Il film si ambienta tra il 1925 e l'inizio della seconda guerra mondiale sancita dal famoso discorso di Enrico VI.
Viene analizzato il percorso di guarigione dalla balbuzie del principe Alberto, duca di York, patologia scaturita dagli abusi subiti in giovane età (anche i principi soffrono quindi) da tate, dalle derisioni del fratello David, principe di Galles e il futuro abdicante Re Edoardo VIII, e dalla durezza del padre che ne vuole fare un uomo solido e autoritario.
Inosmma bravissimi gli attori, interessante il soggetto ma io non è che c'ho visto questo gran filmone!
Interessante, piuttosto, la visione di Logue, impensabile per i tempi, che la balbuzie non avesse solo cause fisiologiche ma che originasse dal malessere psicologico subito in gioventù.
Spesso infatti il balbettio, che difficilmente si presenta all'atto delle prime parole, è sintomo di un disagio e dev'essere interpretato come campanello d'allarme da noi genitori.